Come civiltà, abbiamo sempre aspirato al progresso e alla prosperità, ci siamo perfezionati e abbiamo cercato di rendere la vita più facile e migliore.
Ricordate i tempi in cui, per i bambini che prendevano un'insufficienza in matematica o si sporcavano giocando a calcio con gli amici davanti al palazzo, la punizione più grande erano le botte? Non è passato molto tempo da quando i genitori chiamavano i figli a casa dal balcone, perché la mattina presto dovevano andare a scuola. E quando Marko prendeva la palla a Danilo senza restituirgliela, i genitori di Marko lo picchiavano per bene, poi lui si scusava con Danilo e il giorno dopo tornavano a segnare gol, assistendosi a vicenda.
Quei tempi non sono poi così lontani da non poter ricordare com'era giocare a nascondino, a Ledenog čiče o semplicemente sedersi davanti al palazzo e fantasticare su dove ognuno sarebbe andato al mare con i propri genitori quando sarebbero arrivate le vacanze estive. Sebbene non sia passato molto tempo da quei giorni, oggi ci è quasi impossibile immaginarli. Le persone anziane, così come i bambini che ormai sono diventati adulti, dovrebbero ricordare com'era quell'anno 2006, quando si giocava il Campionato del mondo e si sosteneva la nazionale di calcio per la quale facevamo il tifo. Dovrebbero ricordare com'era quando ci riunivamo, poi andavamo in un bar, cantavamo dignitose canzoni da tifosi e, durante l'intervallo, elaboravamo tattiche per migliorare il gioco nella seconda parte della partita. Quella ricchezza dello stare insieme è scomparsa da un giorno all'altro. Oppure è stata semplicemente sostituita da una nuova forma, chiamata socializzazione dell'era digitale?
Ho sentito recentemente due compagni delle scuole superiori dire che un tempo era più difficile, mentre ora è molto più facile perché tutto è disponibile. Per un momento mi sono chiesto cosa intendessero con questo. Forse perché risolvono ogni problema attraverso il motore di ricerca Google, che può fornire loro informazioni valide? Oppure perché usano Internet per entrare in contatto con persone che vivono dall'altra parte del pianeta? Eppure, mi sembra che prima o poi si finisca per stare in compagnia degli amici più cari e, invece di parlare tra loro, navigare su Internet. Oppure per arrivare alle ragazze, invece di farlo di persona, attraverso un continuo corteggiamento sui social network.
Come civiltà, abbiamo sempre aspirato al progresso e alla prosperità, ci siamo perfezionati e abbiamo cercato di rendere la vita più facile e migliore. Si pensava che saremmo stati più ricchi e più felici. Il XXI secolo doveva essere il secolo del benessere, in cui tutto sarebbe stato a portata di mano. Vista in questo modo, i due compagni di cui sopra hanno ragione! Tuttavia, ci è sfuggito un grave errore: la tecnologia sembra essere sfuggita al controllo e ha prodotto, in molti casi, un effetto contrario. Anche la nostra vita quotidiana ci sfugge di mano. Come esempio cito un caso forse banale, ma nella realtà purtroppo frequente: quando, nel caos della cucina, alla mamma finisce la farina e ci chiede di aiutarla andando al negozio, noi la ignoriamo ostinatamente, non volendo allontanarci dal computer, con il pensiero in testa: Vai da sola! Io ho cose più importanti da fare!
Le botte per aver sporcato i vestiti non sono più, nemmeno lontanamente, la nostra punizione più grande. È molto peggio quando ci si rompe il router, o Dio non voglia quello del vicino, se gli rubiamo la connessione Internet. Allora nasce un terribile problema: come diavolo facciamo adesso a finire di guardare le storie delle ex ragazze!
Oltre a queste situazioni della vita quotidiana, il consumo di Internet influisce negativamente anche su questioni molto più complesse, dopo le quali la società si ritrova ad affrontare grandi problemi le cui conseguenze si fanno sentire ancora per molti anni. Una di queste questioni è l'istruzione. Essa rappresenta una categoria fondamentale di ogni società e tutto parte da essa. Sappiamo che la vera conoscenza si acquisisce attraverso lo studio approfondito e dettagliato della letteratura ufficiale e pertinente. Oggi, invece, è diventato comune acquisire conoscenze principalmente leggendo materiale estremamente sintetico offerto su Internet. Il problema non è la forma del mezzo in sé, ma il tentativo di abbreviare e semplificare il più possibile ogni contenuto disponibile su di esso. Leggendo tali materiali non si può avere una visione dell'essenza stessa della materia, né si può acquisire un quadro più ampio di ciò che si sta studiando, per cui l'apprendimento attraverso materiali simili può essere tranquillamente definito apprendimento mnemonico.
Un grande problema è rappresentato anche dal fenomeno per cui, quando vengono pubblicate, ad esempio, opere artistiche di qualcuno, viene lasciata la possibilità di commentare liberamente, e invece di una critica costruttiva, ci imbattiamo spesso in oscenità estreme e commenti gravemente offensivi. Tutto ciò porta a svalutare qualsiasi lavoro serio di quegli individui che non vogliono accettare le nuove regole del gioco stabilite ufficiosamente dall'avvento della nuova tecnologia.
Comunque sia, non possiamo ignorare il fatto che viviamo in un'epoca in cui non possiamo immaginare nemmeno un giorno senza i dispositivi della tecnologia moderna. Siamo abituati a lasciare che siano loro a svolgere la maggior parte dei lavori. Ciò significa acquistare costantemente dispositivi sempre più moderni per stare al passo con la tecnologia contemporanea e poter accedere a nuovi programmi supermoderni.
Così ci troviamo in una situazione in cui la maggior parte di noi, soprattutto quelli meno esperti, si preoccupa costantemente dello stato di salute della tecnologia, trascurando spesso il proprio e perdendo molte delle competenze essenziali, soprattutto quelle fisiche. Tutto ciò richiede una spesa considerevole, che porta a un senso di potere e di appartenenza a una sorta di élite, mentre in realtà rappresenta una semplice illusione.
Più precisamente, ci conduce verso una povertà spirituale sempre maggiore alla quale, purtroppo, non si intravede la fine.
Il tempo moderno, nel quale come civiltà stiamo scivolando verso la rovina, mi è servito da ispirazione per scrivere questo testo.